Venerdì 04 Febbraio 2011 00:00

La virtualizzazione dello storage e i vantaggi software:
riflettori accesi su DataCore, che nel 2011 si prepara a conquistare
la leadership nella virtualizzazione

 

Il mercato della virtualizzazione cambia ancora e i fondatori di DataCore spiegano come

 

FORT LAUDERDALE, Florida –gennaio 2011 – DataCore Software, azienda pioniere e ora fornitore leader di soluzioni basate su software per la virtualizzazione e il migliore sfruttamento dello storage, ha evidenziato oggi quelli che considera gli elementi salienti del 2011 in termini di ulteriori potenzialità della virtualizzazione.

 

Nel corso di quest'anno, infatti, la virtualizzazione manterrà altre promesse. La virtualizzazione dello storage basata su software troverà la sua giusta collocazione, rendendo i sistemi di archiviazione totalmente "trasparenti" all'intero dell'infrastruttura virtuale. Altrettanto importanti saranno alcuni trend, alcuni driver strategici e alcune architetture software che porteranno a un nuovo livello di flessibilità e scalabilità, facilmente raggiungibili sia dal punto di vista pratico sia da quello della compatibilità dei costi. L'elemento più significativo sarà la semplice constatazione che solo un'infrastruttura basata su software può davvero offrire quegli indispensabili vantaggi che fanno diventare la virtualizzazione e il Cloud una realtà. Il software, infatti, può sganciarsi da qualunque limitazione imposta da una specifica periferica, offrendo portabilità fra piattaforme e una durata nel tempo che va ben oltre quella delle sottostanti piattaforme hardware.

 

Gli straordinari benefici: il "vantaggio software" e lo storage trasparente

 

Secondo il Chairman e co-fondatore di DataCore, Ziya Aral, "il vero punto fondamentale della virtualizzazione dello storage è molto semplice: l'astrazione dall'hardware. DataCore è stata fondata basandosi sul presupposto che i controller per lo storage in generale e la virtualizzazione delllo storage in particolare fossero essenzialmente 'programmi software'. Da noi la virtualizzazione è stata sviluppata partendo da un'esigenza molto semplice: quella di realizzare un programma software portabile per gestire lo storage dei dischi e farlo girare su qualunque piattaforma."

 

Questo punto di vista è stato ribadito e amplificato dal Presidente, CEO e co-fondatore di DataCore, George Teixeira: "Dal punto di vista del business, il costo totale di possesso e il ritorno sull'investimento di una 'infrastruttura software' pura, dove si paga una sola volta per acquisire software intelligente che gestisca, protegga o sfrutti al massimo gli asset storage – seguendoli di generazione in generazione di marchio in marchio – è una value proposition tanto straordinaria quanto inevitabile."

 

In definitiva: un'infrastruttura per la virtualizzazione dello storage basata su software può convivere sullo stesso livello di astrazione dei server e dei desktop virtuali, apportando lo stesso tipo di benefici che abbiamo già conosciuto in quegli ambiti e rendendo praticamente insignificanti – o invisibili - i marchi dello storage hardware per utenti e applicazioni. Inoltre, un'infrastruttura di questo genere semplifica i compiti di gestione, elimina la complessità, migliora i tempi di risposta e di provisioning e incrementa l'utilizzo complessivo e la flessibilità delle risorse.

 

Il "vantaggio software" diventa ancora più ovvio quando si considerano i molti scenari a cui questa infrastruttura può essere applicata e le molte forme che ha oggi e che potrà assumere in futuro. Grazie alla sua portabilità, il software DataCore è in grado di girare su una macchina virtuale (VM) o su server fisici differenti. Non solo virtualizza e gestisce lo storage, ma può anche coesistere con l'hypervisor del server nel layer di virtualizzazione, offrendo l'opportunità di risolvere molti problemi del mondo reale e dei budget IT. Tutte cose che non possono essere fatte dall'hardware.

 

La virtualizzazione dello storage basata su software è stata elogiata come la tecnologia che cambia le regole del gioco in numerosi report, tra cui l'articolo di copertina ‘Storage Anonymous’ di InformationWeek. Collegamento: http://tinyurl.com/28qesna

 

Gli sviluppi futuri della virtualizzazione dello storage di DataCore

 

"L'idea di DataCore e la nostra vision erano che se fosse stato possibile liberare il programma software dalle costrizioni e dai confini delle piattaforme fisiche portandolo in un moderno ambiente di programmazione, questo avrebbe permesso di fare con il software quanto fino a quel momento era stato fatto manualmente: la virtualizzazione dello storage," spiega Aral.

 

I desktop virtuali (vDesktop) sono un eccellente esempio che sottolinea la necessità di un nuovo modello di storage. La principale sfida per i vDesktop è che le SAN sono spesso implementate utilizzando controller per lo storage di grandi dimensioni e dai costi elevati. Anche se queste soluzioni presentano il vantaggio di una ragionevole scalabilità, comportano però una forte barriera di costo all'implementazione dei desktop virtuali. Per superare il collo di bottiglia legato agli elevati costi in conto capitale, i fornitori di hardware fanno di solito scendere drasticamente le cifre medie parlando di diverse migliaia di vDesktop. In questo caso, pedrò, il vero problema non è quello di poter scalare fino a "migliaia" di vDesktop, ma quello di ridurli a una configurazione più "realistica". Va sicuramente detto che questo non si può ottenere semplicemente inchiodando i prezzi al livello più basso possibile o rinunciando alle funzionalità tipiche della SAN che assicurano portabilità, disponibilità e ridondanza dei dati. Se questo accadesse, verrebbero compromessi i veri benefici derivanti dai vDesktop.

 

DataCore ha portato avanti un enorme lavoro di valutazione con l'obiettivo di capire le cifre economiche legate ai vDesktop ed è stata in grado di realizzare configurazioni di storage a elevata disponibilità per supportare poche centinaia di vDesktop invece di "migliaia", con un costo per desktop che è meno di un decimo rispetto a quanto accadeva in precedenza. Inoltre, grazie alla disponibilità di nuove topologie, rimane comunque possibile scalare a configurazioni di "migliaia" di macchine, se necessario. Secondo i primi risultati di questa ricerca, DataCore avrà un impatto significativo nella rimozione dei costi di storage come barriera principale all'adozione dei vDesktop. Nel corso del 2011, DataCore renderà noti diversi report con benchmark sui desktop virtuali.

 

I vDesktop hanno un elemento comune con l'altro principale movimento tecnologico dei giorni nostri: il cloud computing. Entrambe le tecnologie promettono di gestire una quantità molto elevata di "macchine" delle stessa categoria. Questo ci offre l'opportunità di presentare un livello aggiuntivo di virtualizzazione e di gestire meglio un problema che altrimenti, per le sue dimensioni, sarebbe difficilmente affrontabile. Che cosa accadrebbe se invece di cercare di gestire singolarmente centinaia di migliaia di macchine virtuali si potesse dividerle arbitrariamente in gruppi o unità secondarie e poi gestire un numero molto più contenuto di gruppi? Il nostro lavoro andrà proprio in questa direzione, con un impatto non solo sui vDekstop e sul cloud computing, ma anche sull'intera organizzazione dello storage stesso.

 

Per maggiori dettagli rimanete in contatto con DataCore.

 

Per saperne di più – Materiali di supporto

 

Ziya Aral racconta: The DataCore Product Vision, Virtual Desktops and Benchmark Findings. Collegamento: http://tinyurl.com/276yaot

 

George Teixeira condivide le sue “Prospettive dei mutevoli mercati del software per la virtualizzazione dello storage, delle cloud private e dei desktop virtuali”: DataCore CEO Perspectives: 2011. Collegamento: http://tinyurl.com/26vuwkm

 

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DataCore

MarcoFrigerio

Regional Manager Italia

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Ultimo aggiornamento Martedì 08 Marzo 2011 16:15